Veleggiate: esultiamo ma non troppo

Timida apertura nel Consiglio Federale dei giorni scorsi per quanto riguarda la normativa sulle veleggiate; la Normativa 2017 mantiene interamente l’odiosa parte relativa alle “Veleggiate” come attività ludica che poco ha a che vedere con le regate di club e con quanto si vede in giro, ma inserisce una “Attività di diporto amatoriale” definita come una attività a carattere semi agonistico che ha il fine di favorire la massima partecipazione alle manifestazioni di circolo. Difficile dare un giudizio perché tutta la parte regolamentare su questa attività è stata rinviata e affidata ad una apposita Commissione che userà la stagione 2017 come stagione sperimentale per definire una normativa apposita che dovrebbe entrare in vigore dal 2018.  “Vorremmo che queste barche uscissero dai Marina e scoprissero un altro modo di andare per mare, con regate di club gestite attraverso sistemi semplici e comprensibili a tutti. Formeremo una commissione che cercherà di individuare un criterio tecnico e un regolamento semplificato, al fine di creare una fascia amatoriale di regatanti, magari coinvolgendo anche gli stessi marina, spesso tagliati fuori dal sistema dei club“, queste le dichiarazioni del Presidente Federale che da una parte inducono ad un cauto ottimismo dall’altra fanno temere che le aperture ci saranno ma non così rapide e definitive.

Qui la Normativa: http://www.federvela.it/sites/default/files/diporto.pdf

Gli aspetti positivi:

  1. La Normativa sembra finalmente prevedere una considerazione dell’attività di armatori di barche da crociera/regata che aspirerebbero a svolgere un’attività di iniziazione alla regata sociale o di club nel diporto, in mondo semplice e senza dover arrivare ai livelli già previsti per l’agonismo dell’Altura in ORC e IRC.
  2. La Normativa riconosce per questa attività “diportistica amatoriale” la necessità della semplice tessera FIV da diporto senza certificato medico ma con copertura per infortuni personali, costo della tessera ridotto a € 10,00 (più l’eventuale risparmio del costo del certificato € 30,00)

Gli aspetti negativi e/o ancora “oscuri”:

  1. La Normativa già prevede che “potrà essere stilato un ordine di arrivo a caratteristiche omogenee, preferibilmente lunghezza fuoritutto, senza alcun sistema di compensodimostrando di non aver capito ancora l’essenza della questione e soprattutto evidenziando ancora una certa riverenza nei confronti dell’ORC aiutandola a mantenere il monopolio dei sistemi di compenso e delle regate a tempi compensati
  2. La Normativa non fa alcun cenno alla possibilità di usare il Regolamento di Regata ISAF, percorsi tecnici, procedure di partenza, e tutto ciò che rende la regata una regata ma si limita ad affermare che “Questa attività, che rientra nelle Manifestazioni Veliche del Diporto anche se con connotati più “sportivi”, si differenzia dalle veleggiate in quanto, pur mantenendo un profilo semi agonistico, accoglie elementi sul piano organizzativo diversi dalle indicazioni ORC ed IRC, ma potrà essere un invito agli armatori per avvicinarsi all’attività agonistica di Altura. Il progetto federale è quello di creare una fascia di utenti che, in manifestazioni organizzate con regole semplici, trovino la possibilità di iniziare un percorso facilitato di avvicinamento alle regate di Altura utilizzando criteri e metodi più semplici (sistemi di compenso e regole)”
  3. Manca completamente anche ogni previsione sulla nomina di giudici di regata che secondo noi dovrebbe essere limitata alla nomina di un giudice locale (al fine di limitare i costi di spostamento che gravano sui circoli o sui giudici stessi) anche di livello zonale o aspirante (un modo e un’opportunità per fare esperienza e assumere delle decisioni in prima persona senza rifugiarsi dietro la decisione del collega più esperto e qualificato) affiancato da volontari di circolo (un modo per avviare all’attività di giudice tante persone di buona volontà disposte a dare una mano in barca comitato)  
  4. In definitiva la Normativa sembra ignorare che tutta questa attività che le nuove regole sulla  diportistica amatoriale si prefiggono di avviare in realtà esiste già, sono infatti centinaia le regate di club, le regate sociali, le regate dei circuiti Lui & Lei, le regate a vele bianche, i campionati sociali, le varie manifestazioni tipo Veleziana, Barcolana, Chioggiavela etc, che aspettavano solo un riconoscimento e poche chiare regole: la possibilità di usare il Regolamento di regata ISAF e la possibilità di usare un sistema di compensi semplice per la correzione dei tempi. Secondo noi questo rimane l’aspetto fondamentale perché l’armatore di un vecchio Comet accetti di mettersi in competizione con quello di un più moderno X-Yacht o anche di un altrettanto vecchio Grand Soleil; deve esserci la possibilità anche solo lontanamente teorica, di poter prevalere grazie ad una compensazione dei tempi che tenga in considerazione alcuni aspetti delle imbarcazioni facilmente rilevabili.

Esultiamo quindi solo per il cambio di rotta del nuovo Consiglio Federale che speriamo preveda in futuro qualche presa di posizione più importante sull’argomento; per il momento le novità sono talmente tiepide che preferiamo aspettare, tiepidamente anche noi.  

L’articolo è già pubblicato su Farevela.net: http://farevela.net/cms/2017/01/31/diporto-e-attivita-di-base-finalmente-qualcosa-si-muove-la-fiv-forma-una-commissione-di-studio-obiettivi-esperimenti-nel-2017-e-regolamento-nel-2018/

Saltano anche i campionati zonali

Mentre il ritorno dell’emergenza sanitaria costringe circoli di tutta la Penisola ad annullare o rinviare le prime prove dei vari Campionati Invernali compreso quello di

Read More »