La Biologia Marina dell’Università di Padova va in Antartide

Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova è impegnato nel periodo novembre-febbraio in attività di ricerca in Antartide.

Isabella Moro, socia CNC, docente di Botanica e Gianfranco Santovito, docente di Fisiologia del corso di Laurea magistrale in Biologia marina, oltre a Luciano Masiero, tecnico di ricerca e naturalista che svolge parte della sua attività di ricerca di ecologia marina presso la Stazione Idrobiologica Umberto d’Ancona a Chioggia, sono ospiti della stazione Italiana Mario Zucchelli a Baia Terra Nova nel Mare di Ross. La stazione italiana situata sulla costa ospita ricercatori di molti centri di ricerca italiani che si occupano di attività inerenti il mare.

Isabella Moro è coinvolta in due progetti di ricerca riguardanti la comunità vegetale marina (microalghe e macroalghe) del Mare di Ross.

Lo scopo del progetto Monitoraggio della biodiversità del Mare di Ross tramite DNA ambientale, barcoding e metabarcoding che vede coinvolta Isabella Moro è capire come gli intensi cambiamenti delle condizioni ambientali a cui è sottoposto l’Antartide in questi anni possano influenzare la comunità degli organismi fotosintetici. Per comprendere le conseguenze di questi cambiamenti è necessario disporre di dati completi sulla distribuzione della biodiversità vegetale e animale per ampie aree. Il progetto prevede l’utilizzo di tecnologie molecolari (DNA ambientale) innovative per caratterizzare le comunità biologiche del Mare di Ross.

L’altro progetto L’Antartide come sensore dell’inquinamento globale: organismi acquatici e terrestri come bioindicatori e metanalisi del trend dell’inquinamento il cui scopo è realizzare studi previsionali su possibili effetti di un futuro peggioramento delle condizioni dell’ambiente antartico prevede l’analisi dell’andamento della contaminazione negli ultimi decenni e il biomonitoraggio di inquinanti tradizionali ed emergenti in specie acquatiche e terrestri (pesci bentonici, molluschi bivalvi, alghe, muschi e licheni), andando anche a valutare gli effetti negli organismi animali e vegetali. A tale scopo è previsto il campionamento di organismi animali e vegetali marini per la quantificazione dei livelli di accumulo di sostanze perfluoroalchiliche (i ben noti PFAS), idrocarburi e metalli, come il cadmio e il piombo. Inoltre, sono previsti esperimenti in acquario esponendo esemplari di alcune specie chiave dell’ecosistema antartico ad alcuni di questi contaminanti ambientali.

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