Dopo Hyeres: nostra intervista a Silvia Zennaro

Eccola, “pizzicata” al volo subito dopo la tappa di World Cup di Hyeres, forse la sua migliore regata nella Classe Laser, sicuramente una prestazione eccezionale in uno dei templi della vela mondiale, in una delle regate più prestigiose con un numero di concorrenti elevato e qualificato. Ci incuriosiva sentire Silvia Zennaro dopo questa esperienza che non possiamo dire apre, ma è all’inizio del nuovo percorso che, dopo Rio 2016, porta verso le qualificazioni a Tokyo 2020. Certo le prossime Olimpiadi sono ancora lontane e non sappiamo quanto la Federazione terrà in considerazione i risultati dei primi due anni post Rio, tuttavia chi ben comincia………… e quello che si può sicuramente affermare adesso è che Silvia è senza dubbio la più forte laserista italiana a livello internazionale, perché può anche perdere un CICO ma nelle prove di Eurosaf e World Cup la migliore è sempre lei.

D: Quello di Hyeres ci sembra forse il miglior risultato della tua carriera da laserista, non solo per il risultato in sé, ma per la difficoltà e il prestigio della regata, per il numero e il livello dei concorrenti, per la durata anche della manifestazione. Raccontaci le emozioni e le sensazioni di questi giorni e come effettivamente consideri tu questo risultato e come lo poni per esempio in confronto ad altri ottimi risultati come Abu Dhabi o altri

Silvia: “Sicuramente Hyeres è una delle regate più complesse, il livello è sempre molto alto, le condizioni difficili, insomma non è una regata semplice. Ovviamente se qualcuno a inizio regata mi avesse detto che arrivavo 6^ ci avrei messo la firma, quindi non posso che essere contenta di questo risultato, il mio miglior risultato in Laser. Vale anche di più del 5° alla Finale in Australia, il livello era nettamente più alto. Dispiace solo un po’ che dopo aver risalito posizione dopo posizione fino al 3° posto sono infine scivolata di nuovo al 6°… prossimo obiettivo sarà imparare ad affrontare la Medal Race!” 

D: La Classe appare un po’ cambiata, non abbiamo ancora visto quest’anno la Bouwmeester, la Olsson, la Rindom e tra le italiane la Martha Faraguna, ma poi anche altre atlete di vertice Annalise Murphy, Lijia Xu, Paige Railey, Gintare Scheidt; ci aiuti ad orientarci un po’ tra chi ha smesso e chi invece ha solo ritardato la ripresa dell’attività dopo Rio?

Silvia: “Bouwmeester ha fatto la prima prova di Hyeres, alla seconda regata si è ritirata ed ho letto che preferiva fermarsi per recuperare qualche acciacco fisico, la Rindom doveva esserci ma qualche mese fa si è spaccata un braccio andando in snowboard, le altre potrebbero aver smesso o potrebbero ritornare a breve, è sempre difficile abbandonare completamente. Sicuramente dopo Rio alcune avranno preso un periodo di pausa, non saprei dire chi ritornerà. Faraguna sta studiando medicina, si sta tirando avanti con gli esami.”

D: La classe appare cambiata anche per la crescita di nomi un po’ nuovi al vertice mi vengono in mente la greca Karachaliou, la olandese Jonker, l’ungherese Erdi ma abbiamo visto bene anche la Andrulyte e la Dongshuang, dal tuo punto di vista chi sono le giovani migliori?

Silvia:  “Andrulyte e la Dongshuang non sono poi così giovani come età sono mie coetanee (ha ha ha) quindi sono nel panorama Laser da un bel po’, sono sempre state forti con venti leggeri. Ci sono altre giovani che durante l’inverno hanno lavorato bene ed ora stanno ottenendo dei buoni risultati.”

D: Il ritorno della Clapcich, intanto come l’hai vista e poi la consideri più uno stimolo o un pericolo in vista di Tokyo? In generale com’è il panorama tra le italiane? visto da fuori sembrano molto brave e vicine soprattutto nelle regate con meno barche, poi forse pagano ancora un po’ a livello internazionale

Silvia: “Il ritorno della Clapcich è sicuramente uno stimolo, la regata in cui abbiamo fatto prima e seconda mi sono divertita troppo, c’erano 17 nodi, di bolina camminavamo fortissimo, ovviamente per le caratteristiche fisiche io mi trovo meglio ad orzare un po’ di più, lei ad andare più poggiata, però abbiamo fatto dei bei pezzi come due treni! Di poppa sono un po’ più veloce, ma di bolina finalmente mi ha fatta faticare (ha ha ha) e questo non può essere che positivo per un ulteriore miglioramento. Le regate in poche barche sono sempre un po’ particolari, soprattutto se c’è un gruppo con velocità molto vicine che si stacca subito dal resto della flotta, mancano molte variabili ed è un attimo che si arriva 1,2, 3 o 4… credo che la vera cartina tornasole siano le regate internazionali, in cui si inseriscono altre avversarie, alla fine la maggior parte delle regate sono così, sono quelle che contano veramente e sono quelle di livello. Per fortuna di regate in Italia devo farne soltanto una!!!”

D: Dopo Rio hai avuto una partenza forte, sempre presente World Cup, Eurosaf, CICO, sembra quasi che mentre le altre hanno bisogno di rifiatare tu ti ricarichi regatando sempre

Silvia: “Ho riposato anche io… un mesetto! Volevo ripartire con il turbo per attaccarmi subito al gruppo di testa e una volta lì non mollarlo! Sono contenta di esserci riuscita abbastanza, in Australia sono rimasta 3^ tutta la settimana, a Miami ho centrato la Medal, a Hyeres sono entrata in Medal come 3^… sono queste le cose che mi ricaricano, vedere che i sacrifici diventano soddisfazioni, vedere che miglioro se lavoro sodo e con determinazione, vedere che la mia strada è ancora lunga e tutta da percorrere, vedere che ho ancora qualcosa da dare, finché non sarò arrivata dove voglio non mi fermo. Sono le sfide di tutti i giorni che mi danno l’energia e la motivazione di andare avanti e dare tutto.” 

D:  I tuoi prossimi impegni per la stagione?  

Silvia: “Sicuramente l’IMPEGNO della stagione è il Mondiale a Medemblik ad Agosto. Adesso andrò a Medemblik per l’Eurosaf, poi Santander per la Finale di Coppa del Mondo, Kiel per un’altra Eurosaf, il Mondiale ad Agosto e l’Europeo a Barcellona a Ottobre, salterò la World Cup in Giappone ad Ottobre perché coincide con il periodo della Laurea!”

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